Sandro Pertini

I ben pensanti non accettano che si segua una strada diversa dalla loro….



25 mag 2015

MACEDONIA: PROPRIO DOMANI, DOMENICA 17-05-2015, ROTHSCHILD MANDA IN SCENA LA SOLITA "RIVOLUZIONE COLORATA"

E' come minimo dal 2011 che l'Ufficio Politico di Casa Rothschild per l'Est Europa, più che altro demandato a George Soros, uno dei più "brillanti" "Ragazzi di Cassa" al servizio della "Famiglia", sta lavorando per fare della Macedonia un tranquillo pollaio al totale servizio del solito "Nuovo Ordine Mondiale", più o meno come il Kosovo, il Montenegro, la Bosnia Erzegovina, e la maggior parte degli altri staterelli emersi dallo sgretolamento della ex Jugoslavia attuato in precedenza.
Domani, domenica 17 maggio 2015, i rothschildiani "democratici" hanno deciso di dare inizio alla "spallata finale" per la disgregazione ulteriore della piccola Macedonia, troppo libera, autonoma e sovrana per essere tollerata dai trinariciuti golem e mercenari di Rothschild    

LA MACEDONIA... NEL FRULLATORE DI ROTHSCHILD
2015-05-16 17.45
NON RIUSCENDO A PIEGARE LA MACEDONIA "CON LE BUONE"
ORA ROTHSCHILD ED I SUOI SICARI CI PROVANO "CON LE CATTIVE"

GIUSTO PER DOMANI, DOMENICA 17 MAGGIO 2015, INCOMBE IL SOLITO COLPO DI STATO ROTHSCHILDIANO FILOAMERICANO, MA OVVIAMENTE MASCHERATO DA "RIVOLUZIONE COLORATA"!... IN NOME DELLA "LIBERTA'" DELLA "DEMOCRAZIA", DELLA "GIUSTIZIA", ETC., ETC., ETC., MA, CHISSA' PERCHE', TUTTI QUESTI "SUBLIMI" CONCETTI SONO  ASSOLUTAMENTE INTERPRETATI E MESSI IN PRATICA:

- SOLO SU MISURA PER ROTHSCHILD, DI CUI NON SI CONTESTA MAI LA SOVRANITA' SULLA BCE E SULLA SUA MONETA CHE E' L'EURO, SULLA FED E SUL DOLLARO, ETC.

-  E COMPLETAMENTE A DANNO DEL POPOLO MACEDONE CHE, COME IN ITALIA ED IN TUTTI GLI STATI DEL MONDO CHE HANNO CEDUTO LA LORO SOVRANITA' MONETARIA A ROTHSCHILD, SARA' INGANNATO CON COSTITUZIONI TRUFFA E LEGGI TRUFFA, MA SOPRATTUTTO DOVRA' PAGARE SEMPRE PIU' TASSE AD UNO STATO ORMAI NEMICO PERCHE', ASSERVITO A ROTHSCHILD, NON POTRA' PIU STAMPARE IN PROPRIO NEANCHE UN CENTESIMO DEI SOLDI CIRCOLANTI NEL PAESE, MA DOVRA' PRENDERLI TUTTI A PRESTITO AD INTERESSE DA ROTHSCHILD.... CON IL CHE, ANCHE SE DETTO STATO CON LE TASSE RIUSCISSE A RIPRENDERSI TUTTI I SOLDI CIRCOLANTI NEL PAESE E PRESI A PRESTITO DA ROTHSCHILD, ESSO DOVREBBE  COMUNQUE  E SEMPRE PRENDERE A PRESTITO  DA ROTHSCHILD ANCHE I SOLDI CHE SERVONO PER PAGARE GLI INTERESSI SUL CAPITALE PRECEDENTEMENTE PRESO A PRESTITO, METTENDO COSI' IN MOTO IL SOLITO CRIMINALE E STROZZINO MECCANISMO DI INDEBITAMENTO CRESCENTE E PERPETUO CON CUI L'ITALIA, LA UE, GLI USA, TUTTO L'OCCIDENTE E TUTTO IL RESTO DELL'UMANITA' E' INDEBITATO E VIENE SCHIAVIZZATO,  MANDATO IN MALORA, STERMINATO E CANNIBALIZZATO DA ROTHSCHILD, DAL SUO "DIVINO POPOLO ELETTO" E DA TUTTO IL LORO SEGUITO INFERNALE.

INFATTI, IN PIAZZA A SKOPJE, CHE E' LA CAPITALE DELLA MACEDONIA,  E' CONVOCATA UNA GRANDE MANIFESTAZIONE GENERALE DELL'OPPOSIZIONE IN COMPLETO "STILE UCRAINO":... CON ANCHE ORGANIZZAZIONI ARMATE PARAMILITARI, COME A SUO TEMPO A ''PIAZZA MAIDAN" A KIEV IN UCRAINA.

Domani, domenica, George Soros, su sceneggiatura dell'ambasciata americana a Skopje, con la partecipazione di CIA e NSA, inaugurerà una nuova rivoluzione colorata in Macedonia. Obiettivo l'abbattimento dell'attuale governo del tutto sgradito alle forze rothschildiane globaliste che si servono soprattutto degli Usa.

Tra le comparse in scena sono previsti distaccamenti armati dell'UCK del Kosovo e formazioni militari albanesi.

Cioè rivoluzione "colorata", con contorno di invasione dall'esterno. Il colore non è ancora stato definito, ma si presume che possa essere tinto di rosso. Nel senso che ci sarà del sangue.

SCOPJE


 Distruzioni in una via di Kumanovo in Macedonia, provocate dagli uomini armati dell'Uck albanese, i quali provenendo come invasori da oltre confine dal Kosovo albanese e avendo fatto irruzione nel villaggio macedone, avevano aggredito i reparti antiterrorismo della polizia macedone che presidiava la zona.

- Tensione e destabilizzazione in Macedonia, 22 morti.

Circa tre settimane fa, a Kumanovo, al confine con l'Albania una quarantina di uomini ben addestrati "ha fatto irruzione nel villaggio per attaccare istituzioni statali, centri commerciali e eventi sportivi, con l'obiettivo di destabilizzare la Macedonia" ha precisato il premier Gruevski, che ha parlato di uno dei «gruppi terroristi più pericolosi nei Balcani».

Il conflitto tra polizia e il gruppo di uomini armati alla periferia di Kumanovo (nord della Macedonia) si e' concluso con la neutralizzazione dei 'terroristi'. Lo ha annunciato il portavoce del ministero dell'interno a Skopje Ivo Kotevski.

La polizia, ha detto, ha trovato i corpi di 14 terroristi in uniforme, e si sta lavorando alla loro identificazione. Rinvenuto anche un grande arsenale. Kotevski ha confermato la morte di otto poliziotti tra ieri e oggi.

- Dietro le formazioni armate, gruppi che preannunciano una "guerra" per la creazione della "Repubblica d’Illiria”.
E' di almeno 22 morti, tra cui otto poliziotti macedoni e 14 componenti di un gruppo armato di probabile origine albanese, guidato da 5 cittadini kosovari,e di 37 feriti, il bilancio degli scontri che si sono svolti a Kumanovo, cittadina, a maggioranza musulmana, situata nel nord della Macedonia, alla frontiera con Serbia e Kosovo, nel fine settimana appena trascorso.

Ad oggi non sono confermate le voci che circolavano ieri sulla presenza di vittime civili. Le forze dell'ordine hanno rinvenuto un consistente arsenale negli stessi luoghi in cui sono avvenuti gli scontri a fuoco.

Il governo macedone ha proclamato due giorni di lutto nazionale per gli agenti uccisi mentre
il presidente Gjorge Ivanov ha convocato un consiglio di sicurezza nazionale e invitato i capi dell'opposizione e il principale partito di etnia albanese a unirsi alle autorità contro la sfida terrorista.
Al termine del consiglio, Ivanov ha dichiarato che "le forze di sicurezza macedoni hanno sventato una serie di attacchi terroristici coordinati in diverse località del paese che miravano a causare destabilizzazione, caos e paura".
Per il primo ministro Nikola Gruevski si tratta di uno dei "gruppi terroristi più pericolosi nei Balcani".
Gli incidenti sembrebbero inserirsi in un contesto più ampio di tensioni politiche che stanno interessando la Macedonia ormai da giorni.
Tre settimane fa si è svolta un'incursione di un gruppo armato di albanesi arrivati dal Kosovo, che hanno preso rapidamente il controllo di un commissariato alla frontiera nord macedone, nella località di Gošince, reclamando la creazione di uno stato albanese sul territorio della Macedonia.

L'attacco, secondo quanto riporta East Journal online, era stato attribuito dalle autorità a "paramilitari kosovari appartenenti all'Uçk", formazione militare albanese-macedone imparentata con il più noto Uçk kosovaro.

In un documento diffuso dai media, nella capitale macedone, gruppi estremisti dell'indipendentismo albanese, fra le quali l'Uck (Esercito di liberazione del Kosovo), che combatté contro le forze serbe alla fine degli anni Novanta, affermano che ha preso il via il processo di instaurazione della "Repubblica di Iliria".

Quello di Kumanovo, dove il 9 giugno 1999 veniva siglato l'accordo che concludeva la guerra del Kosovo, sarebbe solo l'inizio, e una vera propria "guerra" alla Macedonia comincerà il 12 maggio prossimo.

"Se le autorità macedoni non accetteranno la nuova Repubblica, il paese sarà distrutto insieme al resto dei Balcani", si legge nel documento.

Gli incidenti di Kumanovo in cui una banda armata ha fatto cinque morti tra le guardie di frontiera macedoni e gli incidenti, precedenti, dell’attacco alla stazione di polizia di Goshince, dodici giorni fa, indicano una seria svolta nella inquieta situazione politica macedone.

Il confine della tensione è quello con il Kosovo. E non sembra esserci dubbio che l'offensiva è condotta dalle forze kosovare dell'UCK.
Il che — tenuto conto che il Kosovo è, di fatto, una vera e propria colonia americana, dove gli americani hanno potuto tranquillamente installare la più grande base militare di tutta l'Europa — indica che i servizi segreti statunitensi sono sicuramente fortemente implicati.
L'Unione europea, molto ipocritamente, ha già "espresso la propria preoccupazione per una crescente instabilità politica, che essa stessa fomenta, nella ex repubblica di Yugoslavia," abitata da circa due milioni di persone, di cui il 25% è di etnia albanese.
Tipica manifestazione 'spintanea' dell'opposizione 'democratica' davanti al 'corrotto' parlamento macedone , secondo i più vieti canoni della più becera e miope demagogia rothschildiana che valgono anche in Italia e che all'insegna del:
- controlliamo ferreamente i piccoli imbroglioni che fregano migliaia di euro all'anno ad uno Stato completamente al servizio di Rothschild,
- ma facciamoci  fottere alla grande, e senza neanche fare una piega, da Rothschild che, grazie a questo Stato corrotto proprio da lui, arraffa migliaia di miliardi di euro ogni anno da tutto il paese, ma riesce lo stesso a metterci gli uni contro gli altri, e riesce a schiavizzarci ed a cannibalizzarci tutti quanti, come se fossimo tutti poveri animali decerebrati.
- Ma l'offensiva rothschildiana contro la Macedonia è anche interna.
Il partito "socialdemocratico" di opposizione SDSM, guidato da Zoran Zaev, ha organizzato, quasi simultaneamente ai fatti di Kemenovo, una protesta di piazza, che ha condotto a scontri violenti a Skopje.


La Macedonia è dunque da giorni sotto serio attacco di una delle solite "rivoluzioni colorate" rothschildiane tipo Ucraina, Tunisia, Egitto, etc., e la cosa finirà sicuramente molto male!
In modo apparentemente scollegato dai fatti di Kemenovo, ma stranamente in impressionante coincidenza, migliaia di persone sono scese in piazza a Skopje per chiedere le dimissioni del premier conservatore Nikola Gruevski e dell'intero governo macedone, accusato di aver condotto a lungo una "del tutto ingiustificata" campagna di intercettazioni ai danni di oltre 20 mila persone, in prevalenza politici dell'opposizione, giornalisti, diplomatici anche stranieri... "totalmente innocenti ed al di sopra di qualsiasi sospetto di complottare sovversivamente contro il governo e lo Stato di Macedonia" come i fatti concreti e gravissimi occorrenti in questi giorni stanno invece oggettivamente attestando.
- Il bilancio dei violenti scontri del 5 maggio a Skopje tra polizia e manifestanti antigovernativi è di 38 agenti feriti e 30 arresti.

Lo ha detto oggi il ministro dell'interno macedone Gordana Jankulovska, che ha condannato fermamente le violenze.

Protagonisti degli scontri un migliaio di dimostranti che avevano tentato di fare irruzione nella sede del governo conservatore, accusato di aver coperto l'omicidio di un giovane ad opera della polizia quattro anni fa.

La protesta era stata generata da nuove rivelazioni del leader dell'opposizione socialdemocratica Zoran Zaev, che da mesi denuncia un vasto scandalo di intercettazioni operate "ingiustificatamente" dal governo a carico di migliaia di politici, giornalisti, diplomatici.

Da martedì scorso nel paese, e soprattutto a Skopje, sono in corso manifestazioni contro il governo guidato da Nikola Gruevski, leader del partito nazionalista VMRO, al centro di fortissime polemiche ed "ovviamente" e "secondo copione" accusato dall'opposizione di "corruzione".
Mentre è già annunciata una grande manifestazione nella capitale, il prossimo 17 maggio che, con ogni evidenza, appare il preludio di una nuova "rivoluzione colorata" in Macedonia.


- Ma perché una "rivoluzione colorata" in Macedonia e perché ora?

Per cercare di capire è utile tenere conto che sia il presidente macedone, Gjorge Ivanov, che il primo ministro Nikola Gruevski, erano il 9 maggio sulla Piazza Rossa di Mosca.

Gesto più che simbolico di differenziazione rispetto alla posizione europea e occidentale.

La Macedonia non è entrata nella Nato, nonostante molteplici e micidiali pressioni esercitate nei confronti del precedente presidente macedone Kiro Gligorov.

L'ambasciata americana a Skopje è piuttosto simile, per dimensioni, a un gigantesco ministero.

E, infatti, è da quell'avamposto — collocato proprio sulla linea di faglia che divide l'ovest dall'est — che viene diretta tutta la politica statunitense dell'area balcanica.

Non senza l'aiuto attivo e potente della "Open Society" di George Soros che, dal lontano 1993, mise gli occhi sulla Macedonia, reclutando con successo non pochi quadri della ex Gioventù Comunista macedone per farne i suoi propagandisti.

Naturalmente si cominciò con le televisioni e i giornali, che vennero comprati velocemente.

L'uomo di punta dell'operazione conquista della Macedonia fu, ed è tuttora, il regista cinematografico Vladimir Milcin (anche lui "brillante" ex comunista), che è dietro la nascita di diversi complessi musicali e artistici — lautamente sovvenzionati da Soros, appunto — come l'"Archi Brigade", "Singing Skopjans", and "Square Freedom".

Tutti sintomi di preparazione della rivoluzione colorata, direttamente rivolti verso la gioventù occidentalizzante, da tempo preparata dai media occupati in precedenza.

Nel frattempo la stazione Radio/Tv B92 invita alla rivolta contro il governo "filo russo" di Nikola Gruevski.

Ma Soros e Milcin hanno lavorato anche sulla minoranza musulmana (albanese), circa il 25% dei due milioni circa di macedoni.

Per loro sono state create "organizzazioni non governative" come "Razbudi se" (Svegliati) e "Civil"; portali web, stazioni radio e televisive.

Così ben si comprende la "dualità" dell'offensiva in atto: una interna e sociale, l'altra esterna ed etnica.
Manifestazioni del tipo "rivoluzione colorata" e, simultaneamente, attacchi alla frontiera.
Del resto il tutto è a carte scoperte.
Il presidente albanese Edi Rama ha recentemente dichiarato che, se la Macedonia non intende diventare membro della Nato, allora non resta che costruire una nuova entità statale pan-albanese, cioè musulmana, la "Grande Albania"pronta a divenire membro dell'Alleanza Atlantica.

Del resto i macedoni, slavi e ortodossi, hanno rifiutato fino ad ora l'avvertimento per niente amichevole che, nel 1998 l'ambasciatore americano del tempo, Christopher Hill, inviò loro alla vigilia delle elezioni di quell'anno: "Il Popolo macedone — disse pubblicamente — è messo alla prova e ora potremo vedere se è divenuto sufficientemente maturo, o se dovrà tornare indietro all'asilo nido".

A quanto pare è quello che Washington, Tirana e Bruxelles vogliono fargli fare.

Tanto più che la Macedonia potrebbe diventare ora il transito del segmento di gasdotto cosiddetto "Turkish Stream" (quello che si appresta a sostituire il defunto Southstream).

Con la successione di passaggi di frontiera Turchia-Grecia-Macedonia-Serbia.

Washington mostra che non intende permetterlo.


- Pertanto, l'evoluzione della situazione in Macedonia è dovuta in realtà  al rifiuto del governo macedone di sostenere le sanzioni nei confronti della Russia, nonché della sua decisione di aderire al progetto del gasdotto Turkish Stream”.

È questa l'opinione di Sergey Lavrov che ha aggiunto: “Non possiamo evitare di pensare che ci sia un qualche collegamento tra questi fatti”.

Intervenendo alla conferenza stampa seguita all'incontro avuto con il primo vice-premier macedone, il ministro degli Esteri della Serbia e il presidente dell'OSCE Ivica Dačić, il ministro degli Esteri russo ha interpretato così le richieste delle forze di opposizione in Macedonia che, supportate dall'Armata di liberazione del Kosovo, hanno chiesto a gran voce le dimissioni del premier Nikola Gruevski.
- Isolamento occidentale per la Macedonia

Da inizio settimana il primo ministro macedone non può più contare sull’appoggio diplomatico dell’Occidente, a meno che... "non modifichi la propria politica di 180 gradi e non lo faccia al più presto."
È questo il senso del messaggio minaccioso e ricattatorio inviato l'altro pomeriggio dall'ambasciatore americano a Skopje, Jess Baily, che — dopo un incontro con Gruevski — ha letto un comunicato congiunto firmato, tra gli altri, anche da Italia, Francia, Regno Unito e UE.

"Abbiamo reiterato al primo ministro tutta la nostra preoccupazione per il fatto che il governo non abbia fatto alcun progresso in quanto alle accuse di malaffare emerse dalle intercettazioni telefoniche", ha dichiarato Jess Baily.

"Questa continua inazione ci fa dubitare seriamente della dedizione del governo macedone ai principi e ai valori democratici della comunità euro-atlantica".

Ieri è poi toccato al rappresentante italiano a Skopje, l'ambasciatore Ernesto Massimino Bellelli, ripetere "l'avvertimento", augurandosi l'apertura immediata di "un'inchiesta trasparente e credibile" sulle ultime rivelazioni.

L'ambasciatore ha dichiarato alla stampa. "Io e altri quattro ambasciatori abbiamo detto a Gruesvki che rischia l'isolamento diplomatico se non prende delle misure rapide riguardo alla libertà di stampa, allo stato di diritto e se non dà il via ad un'investigazione seria su quanto emerso dalle intercettazioni telefoniche".
Le forze di opposizione in Macedonia, supportate dall'Armata di liberazione del Kosovo, hanno chiesto a gran voce le dimissioni del premier Nikola Gruevski.

Secondo quanto dichiarato nei giorni scorsi dall'ex comandante dell'Armata di liberazione nazionale, Ali Ahmeti, gli albanesi, che in cambio hanno ottenuto da tempo un sostanziale via libera Nato alla costituzione della loro "Grande Albania", sostengono il progetto di cooperazione con gli USA, la Nato e l'UE e si sono detti pronti a tutto per aiutare l'opposizione ad ottenere le dimissioni del premier.

Il rischio, secondo diversi analisti e politologi internazionali, è che in Macedonia si stia cercando di preparare il campo a una nuova "rivoluzione colorata" che possa modificare ancor di più i rapporti di geopolitica nello scacchiere internazionale.


Da metà febbraio il leader dell'opposizione, il socialdemocratico Zoran Zaev, pubblica ogni settimana intercettazioni telefoniche riguardanti il governo che farebbero luce su diversi casi di corruzione e abuso di potere di cui l'esecutivo Gruevski sarebbe responsabile.

In conseguenza di ciò, dal 5 maggio, migliaia di macedoni si ritrovano quindi ogni giorno alle 18 davanti al palazzo del governo, reclamandone dimissioni.

Notare lo "sfottò" allusivo con cui questo agente "democratico" rothschildiano di Otpor provoca i poliziotti macedoni.
Video: "primavera" rothschildiana in Macedonia

- https://www.youtube.com/watch?v=vyijfhXQs3M

- https://www.youtube.com/watch?v=Wjez_4FtWKY
 
Domenica 17 maggio, il partito dell'opposizione, guidata dal leader politico Zaev, ha confermato una protesta di massa cui parteciperanno anche alcuni rappresentanti del Partito socialdemocratico europeo (Pse).

"Domenica a Skopje inizia il ritorno della libertà e della democrazia", assicurano i socialdemocratici macedoni, che invitano tutte le etnie del paese a scendere in piazza unite, come a voler smentire la teoria della crisi interetnica avanzata dal governo.

Intanto, probabilmente su pressione delle principali potenze occidentali, il capo dei servizi segreti e cugino del primo ministro, Mijalkov, ha indirizzato a Gruevski una lettera in cui ha presentato le dimissioni "per aiutare a risolvere la crisi politica creata dall'opposizione".

Dimissionari anche due ministri, quello dell'Interno, Gordana Jankuloska, e quello dei Trasporti, Mile Janakleski.

A oggi, i punti interrogativi irrisolti — dalla provenienza dei materiali riservati nelle mani dell'opposizione alle modalità dell'operazione di polizia, dalla reale provenienza del gruppo armato di Kumanovo ai suoi obiettivi politici — restano molti.

L'opposizione, per il momento, non sembra rinunciare al suo obiettivo principale, le dimissioni di Gruevski, che, da parte sua, non sembra disposto a retrocedere.

A sinistra, la folla che preme contro la polizia, (a parte una minima percentuale di gente che non sa e, o non capisce neanche minimamente la vera verità di quello che sta succedendo), e che il "main stream" del solito monopolio mediatico globale rothschidiano spaccia per "spontanea", di "spontaneo" non ha proprio nulla, ma in essa tutto è "spintaneo", ovvero essa è ferreamente controllata ed inquadrata, come un vero e proprio esercito in boghese: dai capetti del partito socialdemocratico all'opposizione e dai suoi sindacati, dai capetti delle varie associazioni e centri sociali e dei vari gruppi di fans delle varie bande musicali rock, da agenti stranieri albanesi, americani, Ue, islamici, e da tutte le altre svariate organizzazioni che vengono abbondamente foraggiate in tutti i modi da  Soros, Otpor, Mossad, Cia, Nsa, Eu, Usa, Nato, Onu, dalla massoneria ebraica rothschildiana, e soprattutto dalle varie organizzazioni ebraiche, sioniste, etc. complessivamente al servizio di Rothschild.

A destra i poliziotti macedoni che non sono neanche molti, né sembrano molto dotati di mezzi e strategie efficaci, visto che palesemente non hanno saputo tenere la folla rothschildiana a debita distanza, ma addiritttura questa gli è già addosso e li mette in evidente difficoltà. 


"D'altro canto, la comunità internazionale, Unione Europea in testa, negli ultimi anni ha perso la capacità di farsi motore di cambiamento in Macedonia."

"Skopje è candidata alla membership dal lontano 2005, ma rimane bloccata a causa dell'infausta "questione del nome" con la Grecia (Atene ritiene, infatti, che il termine "Macedonia" sia parte inviolabile dell'eredità storica e culturale greca)."

"Un isolamento" che va superato, per ridare senso di prospettiva ai cittadini e alle istituzioni macedoni, restituire linfa a un sistema democratico  in evidente crisi, ed evitare che prendano il sopravvento soluzioni (antirothschildiane)  radicali e violente."
Proprio per tutto quanto sopra, se la Macedonia piange, anche la confinante Grecia, che si permette di fare sfacciati giri di valzer con la Russia, non deve affatto pemettersi di ridere, ma deve invece stare molto, molto attenta a questa tempestosa "primavera" rothschildiana che imperversa nei Balcani e... dintorni!

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